Asfalto Bagnato

Settembre 18, 2007

Calderoli e il rapporto Eures 2006: un “Discours de la méthode”

Archiviato in: Calderoli, Eures, Giornalismo — asfaltobagnato @ 1:18 pm

Il 27 gennaio 2006, l’Adnkronos riporta i commenti del (ex?) Ministro per le Riforme Istituzionali Roberto Calderoli a proposito dell’ultimo rapporto Eurispes (2006). L’argomento è politico ma quella “politica” non è l’unica lettura possibile dell’accaduto. In questo spazio vorrei farne un discorso di “metodo” che prescinde dagli schieramenti politici con ricadute su un certo modo di fare giornalismo più che sulle dichiarazioni del ministro in sé.

“L’Eurispes (Istituto di Studi Politici Economici e Sociali), Ispes fino al gennaio 1993, è un ente senza fini di lucro ed opera dal 1982 nel campo della ricerca politica, economica, sociale e della formazione.
L’Istituto realizza studi e ricerche per conto di imprese, enti pubblici e privati, istituzioni nazionali ed internazionali.” (fonte www.eurispes.it)

Il rapporto 2006 è reperibile in formato pdf ai seguenti indirizzi:

- prima parte
- seconda parte

Senza entrare nei dettagli del rapporto (circa 200 pagine) basti dire che l’Italia viene vista come “un Paese che non riesce a trasformare la propria potenza in energia. Un Paese dalle grandi risorse e dalle grandi potenzialità che non riesce ad esprimere e ad affermare un progetto di crescita e di sviluppo. Che non riesce ad individuare un percorso originale al quale affidare il proprio futuro.” (pag. 1)

I toni critici e negativi del rapporto hanno probabilmente motivato la reazione del ministro che ha lasciato tracce su svariati organi di stampa, nonché su Internet ovviamente.
Calderoli si è espresso in questi termini:

“L’Eurispes, al posto di fare statistiche, sta veramente dando i numeri’ in senso lato e sembra aver assunto il ruolo di agenzia per lo sputtanamento del paese. Più che di statistiche mi sembra che oggi l’Eurispes si stia occupando della campagna elettorale di Prodi, arrivando persino a mentire sapendo di mentire, quando attribuisce le disfunzioni della sanità all’approvazione della devolution, ben sapendo che la riforma non è ancora entrata in vigore e che vi entrerà solo dopo la sua approvazione referendaria.” (Fonte: agi, rai, televideo)

E’ ovvio che le dichiarazioni del ministro sono ricche di spunti politici ma vorrei portare l’attenzione su un passaggio in particolare: Calderoli sostiene che il rapporto sarebbe viziato da un grossolano errore (o una deliberta menzogna).
Io, a questo punto e dopo aver letto la notizia su vari organi di stampa, mi aspetterei di sapere se gli appunti e le accuse mosse rispondano al vero. E vi anticipo subito che l’aspettativa va delusa: difficile affermare che nessuno si sia rimboccato le mani ricercando un riscontro alle parole del ministro nel rapporto ma se anche questa operazione di semplice giornalismo d’inchiesta vi fosse stata certo non se ne potrebbe paragonare le portata o la diffusione alla notizia originale.
In sostanza il metodo giornalistico (almeno in questo caso) si è rivelato essere quello di una cronaca un po’ scialba. Si sono riportati alcuni fatti che sono rimasti li per conto loro senza che nessuno, o pochi, li mettessero in correlazione. È mancata una semplice parte d’inchiesta e se questa si dovesse rivelare una lacuna intrinseca di buona parte del giornalismo italiano e dei mezzi di informazione allora chiunque portebbe (diciamo anche in un salotto politico tipo “Porta a Porta”) affermare tutto o quasi senza paura che le affermazioni vengano passate al vaglio dei documenti e delle fonti.
E ora andiamo a vedere cosa dice il rapporto Eurispes a proposito di quel nesso causa – effetto tra disfunzioni della sanità e devolution lamentato dal Ministro.
Tanto per avere un idea di massima sulla devolution:

“La riforma sulla devolution, si dice, dovrebbe dissolvere le problematiche conseguenze sotto il profilo della legittimità costituzionale dei princìpi oltre che della pratica applicazione del dl 56. Infatti «l’obiettivo della devolution è proprio quello di far sì che la Regione sia libera di utilizzare tutta o parte della quota della compartecipazione all’Iva per finanziare il proprio modello di sanità, (così come il proprio modello di formazione e di istruzione o di sicurezza locale)»”(pag 116)

Poche righe dopo troviamo un congiuntivo imperfetto, “dovesse”, che ci dovrebbe mettere la pulce nell’orecchio:

“Se ciò dovesse (grassetto mio) avverarsi, dati i vincoli del patto di stabilità e crescita fissati dal Trattato di Maastricht, ben difficilmente lo Stato potrà compensare, ogni anno, la riduzione del fondo di perequazione nazionale. Sulle Regioni più povere graverà l’onere di finanziare con risorse proprie il deficit che si verrebbe a creare nel fabbisogno sanitario.”(pag 116)

E alla fine della medesima pagina troviamo la conferma dei nostri dubbi:

“È facile prevedere che una volta introdotta la devolution con il voto referendario di conferma, la possibilità di definire attraverso una legge ordinaria un qualche parametro minimale di perequazione aprirebbe una dura contrapposizione tra le Regioni con base imponibile superiore alla media nazionale e tutte le altre.” (pag 116-117)
“Cosa succederà quando (e se!) la cosiddetta ‘devolution’ entrerà a regime, nessuno ancora è stato in grado di prevederlo.” (pag 143)

Certo sono chiari i timori e le critiche rivolte alla devolution ma, ricordiamolo, il ministro si lamentava che l’Eures mente “sapendo di mentire, quando attribuisce le disfunzioni della sanità all’approvazione della devolution, ben sapendo che la riforma non è ancora entrata in vigore e che vi entrerà solo dopo la sua approvazione referendaria.

Tra i seguenti due enunciati:

  • Sono ricco dunque mi compro uno yacht
  • Se fossi ricco mi comprerei uno yacht

intercorre una differenza che, a quanto ci è dato sapere, il Ministro Calderoli non ha colto. Eppure chi si trova nalla seconda condizione (come me) con una padronanza della lingua italiana nella media, coglie immediatamente la differenza (pur rimanendo senza yacht).

N.B. Pubblicato originariamente il 21/02/2006 sul mio precedente blog (http://asfalto_bagnato.blog.tiscali.it)

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